Zone carenti, arriva il bando regionale

Nuovi posti per i medici di famiglia nelle zone più bisognose di professionisti

Uno dei molti problemi della sanità territoriale italiana è la mancanza di medici in alcune aree periferiche, poco popolate o difficilmente raggiungibili. Gli abitanti di queste aree sono spesso costretti a fare chilometri per raggiungere uno studio medico, per non parlare di chi non può proprio muoversi: per questo è un’ottima notizia che la Regione Toscana stia per emanare un bando dedicato a risolvere proprio questa stortura.

Il problema delle zone carenti è per certi versi sempre esistito, nel senso che quando possibile la grande maggioranza delle persone preferisce luoghi di lavoro grandi e ben collegati rispetto a piccoli borghi quasi isolati. Il numero di medici di medicina generale, però, non fa che calare da vent’anni e quindi la situazione si è aggravata, perché se prima queste zone erano coperte, anche se magari non perfettamente, in certi casi oggi sono divenute quasi dei “deserti sanitari”. Il bando regionale che dovrebbe uscire la settimana prossima mira proprio ad alleviare questo problema, anche perché sarà il primo dove entrerà in azione il medico di “ruolo unico”. I medici che decideranno di partecipare avranno infatti tra i loro compiti 38 ore la settimana di attività predefinite, e se vorranno potranno anche avere il consueto studio medico in convenzione. I compiti che dovranno obbligatoriamente fare sono molti importanti: innanzitutto si occuperanno delle attività che un tempo erano della guardia medica, ma anche di seguire i malati di malattie croniche, dell’assistenza domiciliare (con l’obiettivo di raggiungere almeno il 10% della popolazione anziana), delle visite in Rsa, delle vaccinazioni e di garantire una presenza medica nelle Case della Comunità. A seconda del numero dei pazienti che avranno, poi, la quantità di ore obbligatorie per questi compiti scenderà: se si hanno ad esempio più di 500 pazienti le ore diminuiranno di un terzo, e se se ne hanno più di 1000 diminuiranno di due terzi.

Il nuovo “ruolo unico” potrebbe avere un impatto molto positivo sulla sanità territoriale, particolarmente nelle zone carenti, perché i suoi compiti “d’ufficio” sono una risposta efficace ai nuovi bisogni di salute dei cittadini. Restano però alcune incognite, prima tra tutte il numero di posti disponibili: per saperlo però bisognerà aspettare sia il bando vero e proprio, che dovrebbe arrivare non più tardi di fine mese al massimo, che l’effettiva adesione dei medici, che continuano purtroppo a mancare.

(Photo credits: Thirdman/Pexels)

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